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rivista on line della federazione romana dei comunisti italiani
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Qui di seguito il testo della lettera che Rutelli ha inviato ai partiti della “la Sinistra l'Arcobaleno”, e che ha rappresentato lo scioglimento dei nodi e quindi lo stringersi dell'alleanza per le prossime amministrative. La lettera è stata distribuita durante la conferenza stampa di giovedì 28 febbraio 2008. |
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(Roma 28.2.08) Sono convinto dell’utilità e della fattibilità dell’operazione. Abbiamo lavorato bene insieme a Roma tra il 1997 e il 2001; abbiamo lavorato insieme altrettanto positivamente al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Anche se il quadro nazionale divergerà (sulla base di motivazioni che credo siano fondate, in questa stagione della politica italiana) ritengo sia utile per Roma concludere un’intesa leale, chiara e stabile tra le forze principali di centrosinistra e civiche: Roma può e deve essere guidata da un’amministrazione democratica, riformatrice, innovatrice, sociale e non dalle Destre. E’ importante coinvolgere i ceti popolari, borghesia produttiva, ma anche minoranze attive in un progetto per la città e un’idea di città ambiziosi come si addice a una delle più importanti e meravigliose metropoli del mondo, e a una delle più esemplari per il proprio messaggio universale e allo stesso tempo porsi autenticamente al servizio delle persone, delle concrete esigenze della vita quotidiana, spesso difficile, di tutti coloro che la abitano. L’accordo tra noi è convinto e trasparente, e sarà convincente per la maggioranza degli elettori. La chiarezza su alcuni punti fondamentali renderà ancora più solida e stabile la nostra alleanza. La nostra idea di città è aperta, inclusiva, ricca delle diversità e anche delle ansie di chi abita e attraversa la metropoli. La vogliamo rendere ancora più vicina e unitaria attraverso la condivisione dei suoi tremila anni di Storia, ma anche della memoria storica e della cultura democratica di cui è espressione la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza; l’innovazione tecnologica ed ecologica del suo presente; la trasformazione e la vivibilità dei suoi quartieri, specialmente nelle periferie con un grande impegno per la tutela e la valorizzazione ambientale. La vogliamo più ricca e più viva, anche attraverso forme innovative di partecipazione dei cittadini e dell’associazionismo, del Terzo Settore, del volontariato. La vogliamo meglio organizzata, nei servizi, negli uffici e le aziende, perché migliori la quotidianità di tutti i cittadini. I temi che hanno visto emergere opinioni diverse saranno governati con sguardo lungo e intelligenza: ci stanno a cuore le soluzioni nell’interesse della città, piuttosto che le differenze nell’interesse di ciascun partito. Esistono in città problemi di sicurezza che colpiscono la vita reale dei più deboli e dei più indifesi. La sicurezza è un bene primario che non può essere strumentalizzato demagogicamente: il Comune collaborerà costantemente con le forze dell’ordine per prevenire e gestire le situazioni critiche, al servizio di chi è vittima della violenza e dell’illegalità. Non meno importante è però la cura quotidiana e diffusa delle città anche rispetto a situazioni nuove che si creano, a difficoltà che insorgono nei quartieri. La cura e la manutenzione, il decoro e la pulizia saranno affrontati con una complessiva, profonda riorganizzazione dei servizi, delle aziende, dei corpi operativi del Comune, che hanno talvolta compiti non coordinati o sovrapposti; e anche con formule nuove di adozione e di autogestione da parte del volontariato, delle imprese, delle associazioni di strada. E’ urgente la “chiusura” del ciclo dei rifiuti: con un radicale investimento sulla raccolta differenziata e il pieno utilizzo delle più moderne ed avanzate tecnologie di valorizzazione. Esiste un’emergenza dell’abitare, determinata dal costo inaccessibile per troppe famiglie, giovani, single, dell’acquisto ma anche dell’affitto di una casa. La affronteremo sviluppando politiche pubbliche coordinate a tutti i livelli nel rispetto del Piano Regolatore e della certezza del diritto, per creare una consistente offerta per i cittadini che ne hanno più bisogno e anche una riduzione dei tempi di realizzazione dei programmi stabili. Dovrà essere incessante l’impegno di tutti a contrastare le occupazioni abusive. Migliorare la qualità dei servizi, renderli più omogenei in ogni parte di Roma è il modo migliore per far fronte ai nuovi problemi sociali e alle nuove povertà. Vogliamo moltiplicare gli spazi aperti ad attività creative, giovanili, animate dall’associazionismo civico. Le “Centoscuole” saranno un progetto emblematico di questa volontà: utilizzare e trasformare il patrimonio esistente, aprire presìdi di vivibilità, educazione permanente, inclusione nei quartieri, specialmente nelle periferie. Aprire alla partecipazione responsabile è molto più efficace che chiudere di fronte alle crescenti minacce di disgregazione, teppismo, incuria. Dobbiamo riproporre il modello di coordinamento dei controlli sui cantieri che ha funzionato felicemente per i lavori del Giubileo, a prevenire lavoro nero e incidenti sul lavoro. Favorire la buona occupazione anche nel gruppo Comune di Roma significa formare, qualificare e stabilizzare i lavoratori precari. Roma è una grande Capitale del mondo, testimone e protagonista di storici appuntamenti della costruzione dell’Europa, così come di importanti traguardi del multilateralismo, della crescita del sistema delle Nazioni Unite, delle responsabilità internazionali dell’Italia, delle campagne di solidarietà con i Paesi in via di Sviluppo. Roma è capitale di pace. Roma, cuore del cattolicesimo universale, è stata e sarà sede insostituibile del dialogo interreligioso: laica e pluralista, raccoglie la più antica comunità ebraica della diaspora, fedeli islamici e di altre confessioni e religioni. Agli stranieri offre accoglienza e tolleranza, rigetta la xenofobia, richiede il rispetto dei doveri di convivenza e della legalità. Nella grande metropoli, muta la qualità dei doveri e dei diritti. Roma intende integrare e non accrescere la frammentazione e l’incomunicabilità tra persone e corpi sociali. Intende far dialogare culture ed esperienze diverse, non contrapporle: troppo grandi sono i rischi dell’”incessante tracciamento dei confini” nelle città, perché noi ci prestiamo a sottovalutarli o ad accrescerli non contrastando asprezze e conflittualità che possono essere ben governate e comunque ridimensionate. Questo vale anche per la cittadinanza di quanti hanno un orientamento omosessuale: cittadini come gli altri, con i diritti e i doveri di tutti, come in ogni città del mondo. A Roma già da tempo abbiamo abolito discriminazione nell’erogazione dei servizi alle persone; questa strada va monitorata e proseguita con la massima attenzione, con il necessario ascolto e con laa consapevolezza che non si debbono comprimere i diritti delle minoranze. Sono le leggi dello Stato che disciplinano il regime delle unioni diverse dal matrimonio, e Roma vi si attiene. In ogni caso sui temi sensibili svilupperemo forme di ascolto e partecipazione, fatti salvi i diritti di tutte le minoranze. Negli anni passati abbiamo realizzato la Casa Internazionale della Donna; immaginiamo di realizzare a Roma molte iniziative e produzioni culturali. Tra di esse, un Centro internazionale della culturale omosessuale, spazio civile di dialogo e creatività. Nell’ambito istituzionale, vogliamo irrobustire e razionalizzare il decentramento nei Municipi, ed approfittare della coincidenza delle elezioni Comunali con quelle Provinciali per costruire, con Nicola Zingaretti e la sua coalizione, il cammino non più rinviabile della costruzione della Città metropolitana.
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