cambiate negli ultimi trent’anni le condizioni di vita e dell’ambiente in 93 paesi, scelti perché dispongono di dati affidabili.
I risultati del primo studio, che esamina l’impatto ecologico del miglioramento della qualità della vita nel mondo, ci dicono che stiamo andando tutti nella direzione sbagliata, ad eccezione di Cuba.
I ricercatori hanno usato l’indice dell’impronta ecologica, oggi utilizzato anche dal WWF, che misura la superficie di terra necessaria a fornire il cibo e i beni usati dagli abitanti di un paese e a riassorbire i rifiuti che producono.
I risultati sono degni di attenzione e stabiliscono, ad esempio, che se tutti gli abitanti della terra avessero il tenore di vita di un cittadino britannico medio, servirebbero altri due pianeti come la terra per soddisfarne le esigenze.
Secondo questi studiosi britannici l’unico paese al mondo, con un alto livello di vita, che si sta sviluppando in modo sostenibile è invece come detto il paese di Fidel e Raul Castro, l’isola messa al bando dagli Stati Uniti.
Per molti motivi amiamo e difendiamo Cuba.
Da oggi per un motivo in più, perché è proprio un paese socialista quello che denunciando e combattendo la mercificazione della terra, dell’acqua e della stessa aria che respiriamo, persegue più di tutti la salvezza del pianeta.