rivista on line della federazione romana dei comunisti italiani
Scarica la versione pdf dell'articolo
Home
Editoriale
Lavoro
Economia
La città
Un occhio sul mondo
Cultura

Nasce Metropoli cresce un'idea

La Rivista Metropoli vuole essere uno strumento di analisi e approfondimento per la Federazione di Roma del PdCI e per sollecitare un dibattito di cui a sinistra c’è uno straordinario bisogno.

Proprio nella definizione di un percorso unitario noi comunisti offriamo uno spazio di riflessione aperto, a partire dalla lettura della metropoli romana quale espressione avanzata delle moderne contraddizioni capitalistiche.

I mutamenti economici, sociali e culturali della Capitale rappresentano lo specchio su cui si riflettono le grandi trasformazioni dell’intero Paese.

COLLEGAMENTI
PdCI
PdCI Gruppo Regione Lazio
PdCI Roma

La sua aderenza alle tendenze di sviluppo e alle contraddizioni più significative del mercato mondiale, la rendono oggettivamente un laboratorio avanzato nella riorganizzazione politica delle forze sociali i cui interessi sono oggettivamente antagonisti al sistema dominante.

Nell’attività di tale riorganizzazione occorre concretamente restituire centralità politica al mondo del lavoro salariato.

Una centralità che deve fare i conti con una nuova realtà produttiva e la conseguente nuova dislocazione della classe, sulla cui composizione a Roma incide il vasto processo di proletarizzazione del ceto medio, come la vasta presenza di lavoratori immigrati.

Nel popolo che ha attraversato la città in corteo il 20 ottobre c’è tanto della metropoli dei call center, delle aziende tecnologicamente più avanzate, del terziario vecchio e nuovo, tradizionale e avanzato, della nuova generazione lavoratrice e operaia, italiana e straniera che chiede salario, stabilità del lavoro, casa e servizi. Un mondo che manifesta anche necessità di riorganizzazione politica.

A conferma di questo anche un’attenta lettura del voto al Referendum sul protocollo su welfare e lavoro. Anche a Roma nelle grandi aziende e nei più significativi luoghi di lavoro i tantissimi no dimostrano che è ancora viva una capacità combattiva autonoma dei lavoratori.

In sostanza mentre i poteri forti e le formazioni moderate tentano di chiudere gli ultimi diciotto anni di transizione del Paese cercando di riconnettere dal loro punto di vista la società politica con la società civile, una parte significativa delle forze del lavoro manifestano l’esigenza di una loro prospettiva politica autonoma. Un’esigenza che parla alle condizioni dell’oggi, ma che rimanda alla riflessione “sul che fare” per rilanciare un’ipotesi di trasformazione politica e sociale. Una riflessione di cui c’è una grande necessità. Bisogna farla con realismo, considerando gli sfavorevoli rapporti di forza, ma con determinazione, con una capacità di fare una continua sintesi tra tattica e strategia. L’una senza l’altra o è inconcludente estremismo o è opportunismo subalterno all’esistente.

La nostra rivista sarà uno spazio aperto agli intellettuali, ai lavoratori, più in generale al nuovo proletariato che vive il peso e le potenzialità della metropoli. In ogni numero sarà presente anche uno sguardo sul mondo, perché non va tralasciata una visione internazionalista nonchè complessiva della realtà, a sostegno della nostra riflessione e azione politica.

La necessità di una rivista di Partito durante l’avvio del processo unitario a sinistra nasce da concrete valutazioni politiche. L’obiettivo è di rafforzare in questo percorso anche a livello locale il punto di vista dei comunisti, espressione non solo di una storia passata, ma di un potentissimo patrimonio teorico e politico che ancora riteniamo necessario per il futuro.

Noi concepiamo il processo confederativo a sinistra in primo luogo come il terreno politico di una più larga e organizzata conflittualità di classe, di cui la stessa pratica istituzionale deve essere permeata. Allo stesso tempo l’unità è motivo di un grande confronto strategico sulla prospettiva storica, sulla quale noi da comunisti daremo il nostro autonomo punto di vista organizzato. Tutto ciò a Roma ha da oggi uno strumento in più: Metropoli.

Fabio Nobile