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Lavoro e dignità

Da circa due anni una quarantina di lavoratori precari si sono organizzati sindacalmente aderendo alla NIdiL CGIL di Roma Sud. Questi lavoratori prestano la loro attività nel contact center della GMAC che è la finanziaria della General Motors sita in piazzale dell’Industria 40 in Roma. Lavorano svolgendo le stesse mansioni, con punte di anzianità che arrivano a sei anni, a stretto contatto con i dipendenti della GMAC, ai quali viene applicato il contratto dei bancari.
Il problema sta nel fatto che questi lavoratori precari non hanno le stesse condizioni dei dipendenti subordinati GMAC. Condizioni che tradotte significano:

economicamente la riduzione del 35% della propria busta paga (€ 950,00 a fronte di 1.550,00 medi di un dipendente), retribuzione che corrisposta solo per le giornate effettivamente lavorate e per un totale di undici mesi l’anno, poiché non si ha diritto a ferie, tanto meno a 13^, 14^ e oneri aggiuntivi del contratto di lavoro dei bancari, che è tra i più remunerati.

Non è riconosciuta la malattia (dal 2007 la Finanziaria ha introdotto il riconoscimento dell’indennità di malattia e della maternità a rischio a spese dell’INPS).

Ma l’aspetto più significativo di tutta la situazione è l’assenza totale dello status di diritto per questi lavoratori, come verrà esposto più avanti.

Per concludere la descrizione di questa condizione va chiarito che il tutto avviene attraverso un meccanismo che ormai sta dilagando in vasti settori di tutte le attività lavorative, che così si declina:

  • • Attività di servizi erogate da piccole aziende con capitali sociali versati irrisori, che possiamo definire scatole vuote, in questo caso la ATSnet Service Srl che fornisce forza lavoro a basso costo attraverso contratti a progetto;
  • • Grandi società, spesso multinazionali, in questo caso la General Motors, reali utilizzatrici di questa forza lavoro
    • o Questa forza lavoro per tutto il periodo di attività, di solito attraverso contratti semestrali o annuali, reiterati all’infinito (l’anzianità in GMAC – come dicevo pocanzi – è mediamente di quattro anni con punte di sei), viene utilizzata come se fosse a tutti gli effetti dipendente dell’azienda utilizzatrice (GMAC).

    • o Bisogna inoltre precisare che in questo contesto lavorativo si trasgrediscono normative sul lavoro inerenti a:
      •  Circolare 17 del 16 giugno 2006 del Ministro del Lavoro Damiano, che sancisce che l’attività inbound nei call e contac center è riconducibile al solo lavoro subordinato;
      •  Lavoro in somministrazione che può avvenire solo attraverso il Contratto Collettivo Nazionale di categoria e solo da parte di Agenzie di lavoro aderenti all’Assolavoro e riconosciute dal Ministero del Lavoro;
      •  Interposizione fittizia di manodopera, dal momento che questi lavoratori non hanno alcun riferimento operativo e funzionale con ATSnet (ad eccezione dell’erogazione della retribuzione).

Nel caso specifico, durante la campagna per le stabilizzazioni e regolarizzazioni previste dalla Finanziaria 2007, con scadenza 30 aprile dello stesso anno, i co.pro. di ATSnet/General Motors, da tempo sindacalizzati, avevano chiesto attraverso il proprio sindacato, per l’appunto NIdiL CGIL RMsud, l’apertura di una trattativa con la controparte per avviare il processo di stabilizzazione entro i termini previsti.

Alle richieste ufficiali avanzate alla controparte (gennaio e febbraio dello scorso anno), non si è avuta mai una risposta.

Ad una ulteriore richiesta del mese di ottobre, alla quale in modo esplicito si è affermata l’appartenenza dei co.pro alla organizzazione sindacale citata, l’azienda fornitrice (ATSnet) e la utilizzatrice (GMAC), per iscritto hanno rifiutato qualsiasi incontro, negando l’esistenza di contratti a progetto all’interno del proprio ambito lavorativo.

Questa risposta è stata ritenuta oltraggiosa dalle lavoratrici e dai lavoratori, i quali vi hanno visto una offesa alla propria dignità e quindi, superando il timore di una ricaduta negativa in termini economici con conseguenti difficoltà di natura sociale, hanno deciso di scioperare oltre che per rivendicare il diritto al lavoro stabile e sicuro, anche per ribadire la propria esistenza e la propria dignità di lavoratrici/ori.

Il giovedì 6 e il venerdì 7 dicembre scorsi, le lavoratrici e i lavoratori a progetto operanti presso la GMAC di piazzale dell’Industria 40, hanno scioperato in blocco, ottenendo come primo risultato l’impegno dell’Assessorato al Lavoro della Regione Lazio a farsi promotore per l’apertura di un tavolo di confronto tra le parti.

Mentre ATSnet ha risposto positivamente, tra l’altro per avviare un percorso di stabilizzazione per tutti i propri collaboratori operanti in varie sedi e che ammontano a circa 250 unità, la GMAC ha rifiutato qualsiasi confronto con le Organizzazioni Sindacali e da lunedì 10 dicembre, in risposta allo sciopero, ha disattivato i badge di tutti i co.pro, non permettendo loro di entrare al lavoro, attuando di fatto una vera e propria serrata, come ai vecchi tempi, quando per i padroni non era ammissibile che i lavoratori potessero reclamare i propri diritti, e ha sostituito gli stessi con altri lavoratori di una altra società esterna (la Pegaso, della quale si sa poco o nulla).

Dal 10 dicembre scorso le lavoratrici e i lavoratori a progetto sono in presidio davanti alla sede della GMAC in piazzale dell’Industria 40. La Camera del Lavoro Territoriale di Roma Sud è impegnata a tutto campo al sostegno della loro lotta portata avanti senza il timore di dover affrontare una importante multinazionale americana, quale è appunto la General Motors.

La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori ha visto anche il sostegno delle forze politiche riconducibile alla Sinistra Arcobaleno, le quali hanno immediatamente solidarizzato assumendosi concreti impegni politici e istituzionali, sia a livello territoriale che nazionale.

Il Pdci, ha presentato un ordine del giorno, passato a maggioranza in Consiglio Comunale, che impegna la Giunta e il Sindaco a sensibilizzare la Regione affinché si adoperi alla soluzione del problema, attraverso gli strumenti che le sono istituzionalmente propri.

Il PRC, attraverso il proprio Assessore al Lavoro della Regione Lazio, si sta impegnando fattivamente per trovare soluzioni confacenti alla stabilizzazione di questi lavoratori.

Nell’area politica della Sinistra Arcobaleno si sta predisponendo una interrogazione parlamentare per impegnare il Ministro del Lavoro a identificare una soluzione al caso specifico e a sollecitare una più efficace attività ispettiva sia nel caso General Motors, sia in tutti i casi già segnalati alla Direzione Provinciale del Lavoro dalle Organizzazioni Sindacali.

Al momento si stanno continuando a sviluppare iniziative politiche e sindacali a sostegno della causa delle lavoratrici e dei lavoratori ATSnet/GMAC, delle quali un primo momento è stato la manifestazione del 19 dicembre, indetta dalla CGIL di RMsud ,davanti alla sede di piazzale dell’Industria, con l’adesione delle forze politiche citate e la CGIL nel suo complesso. Sono stati prodotti ordini del giorno nelle varie categorie interessate (NIdiL, FISAC e FILCAMS CGIL) sia a livello territoriale, regionale che nazionale.

Potremmo concludere dicendo che questa lotta intrapresa sia di esempio per tante altre battaglie contro la precarietà nel mondo del lavoro, facendo emergere la vera sostanza della cosiddetta flessibilità e di cosa si nasconda realmente dietro questo termine e infine – senza alcun dubbio – chiarire i motivi per i quali ci si debba adoperare per l’abolizione della legge 30, strumento legislativo che oggi permette questo abuso, poiché consente la stipula di contratti di lavoro individuali (contratti a progetto e per il settore pubblico il co.co.co.) in processi produttivi e attività di lavoro senza alcun riferimento alla contrattazione sindacale (aggirando pertanto lo Statuto dei Lavoratori, Legge 300) indebolendone oggettivamente il ruolo. E soprattutto la possibilità di appaltare in modo sistematico soltanto forza lavoro (esseri umani). Riproponendo con strumenti e termini esteticamente accettabili, quel fenomeno che una volta veniva chiamato CAPORALATO.

Fenomeno contro il quale hanno visto il sindacato, la cgil, le lavoratrici e i lavoratori tutti con a capo il padre del sindacalismo italiano Giuseppe DiVittorio impegnarsi in prima persona determinando una stagione di lotte che hanno portato alla abolizione di tale fenomeno e all’inizio di un periodo di conquiste sociali e di emancipazione sociale delle classi lavoratrici.

Rendendo esigibili i valori e i principi che in se permeano l’articolo 1 della nostra CARTA COSTITUZIONALE, dove si sancisce che il lavoro è il fondamento della nostra società e quindi ne è lo strumento che né da il diritto di cittadinanza.

Stefano Fusco
Segr. Gener. NIdiL - CGIL - RMsud

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