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Campidoglio, approvato il nuovo Prg. Resta l’emergenza abitativa

Dopo quasi sette anni di lavoro la città ha delle nuove regole urbanistiche.

Con 37 voti favorevoli, 20 contrari e nessun astenuto, martedì 12 gennaio la giunta comunale ha raggiunto l’obiettivo più importante del suo mandato.

Era dal 1909 che non si votava in aula Giulio Cesare un Piano regolatore, un traguardo che chiude sette anni di duro lavoro dell’intera amministrazione comunale. A sancire l’ulteriore solennità del momento è stata proprio

la presenza del sindaco Walter Veltroni, che ha sottolineato l’importanza dell’atto, per la democraticità con la quale è stato concepito.«Abbiamo fatto quanto promesso lavorandoci dal 2001 tutti insieme», afferma il sindaco in una dichiarazione.

Non sono mancati però accanto a tale scenario malcontento e proteste da parte dell’opposizione, infatti non c’è stato il dibattito “alto” che ci si aspettava e che si augurava lo stesso assessore all’urbanistica Morassut, al contrario buona parte del pomeriggio di ieri è stata contrassegnata da tentativi di accordo con l’opposizione per evitare una sorta di prova di forza sui 14 mila ordini del giorno presentati dal centro-destra come tentativo di ostruzionismo alla normale prosecuzione dei lavori. Così prima del Piano è stata decisa la posticipazione dei 14 mila ordini del giorno dell’opposizione durante una conferenza dei capigruppo, che si è conclusa con una dimostrazione di protesta da parte dei tre consiglieri comunali: Dino Gasperini dell’Udc, Fabio Schiuma della Destra e De luca di Forza Italia. Piuttosto esplicativo del dissenso da parte della destra è stato l’intervento di Gianni Alemanno che accusa la consiliatura di chiudere nel modo peggiore possibile il mandato : «Questa è una giunta- dichiara nel suo intervento- che compie una scelta a favore dello spettacolo e non dei cittadini».

Mentre in aula l’opposizione prova a dare spettacolo con la “scenetta” dei tre consiglieri incatenati agli scranni, giù in piazza del Campidoglio l’attenzione è tutta puntata su Action, Rdb e i movimenti cittadini di lotta per la casa.

Cori, insulti, intere famiglie sedute in attesa di chiedere l’approvazione di un ordine del giorno sull’emergenza abitativa collegato al Prg e concordato nei giorni scorsi con la maggioranza. Un documento che sollecita il governo della città affinché blocchi ogni ipotesi di sgombero degli edifici occupati, provveda ad una proroga del blocco degli sfratti e si impegni ad accelerare le procedure relative alla realizzazione dei Piani di zona in 167 e ad una serie di provvedimenti precisi che cerchino di arginare il problema dell’emergenza abitativa.

Per tutto il pomeriggio, i manifestanti invocano un incontro chiarificatore con i capigruppo del centro-sinistra chiedono che una loro delegazione venga ricevuta in Campidoglio, altrimenti minacciano di prolungare ad oltranza il presidio in piazza; non mancano momenti di tensione, con un manifestante ferito. La trattativa si impantana, intervengono con tentativi di mediazione i deputati Nunzio D’Erme e Caruso e ma a sbloccare l’empasse sono i consiglieri di sinistra tra cui Fabio Nobile, capogruppo del Pdci, che dopo aver sottoscritto il documento farà entrare solo cinque rappresentanti dei movimenti che però non andranno oltre il piano terra. Dai capigruppo di maggioranza tra cui anche Nobile che segue la vicenda in prima persona, la delegazione ottiene la promessa di votare l’odg al primo punto dell’ordine del giorno dei lavori della prossima seduta di consiglio comunale. I rappresentanti dei movimenti incassano la mediazione, visto che fra le pieghe del documento si cela una conquista per loro fondamentale, la delibera programmatica sulle assegnazioni delle case popolari varata nel 2007, che si basa su accordo tra amministrazione e sindacati degli inquilini e che riconosce legittimità solo alle occupazioni esistenti a quella data.

Con l’approvazione del Prg e con le dimissioni del sindaco calerà il sipario della giunta e nessuna variante verrà discussa, né le “Torri dell’eur”, né “Millenium” alla Magliana, né la Bufalotta. Ad annunciarlo è Fabio Nobile: «Qualsiasi variante va verificata rispetto all’utilità pubblica e alla difesa ambientale di questa città, il Prg è carente sul terreno dell’emergenza abitativa e prevede una cementificazione della città eccessiva, bisogna discutere molto sulle modifiche». E della casa che è un diritto, forse se ne parlerà domani.

Elisa Castellucci

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tratto dal sito: www.larinascita.org