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Casa: rallentano gli acquisti, ripartono gli affitti

Girando per la città non si può non notare come, in quest’ultimo periodo, siano aumentati i cartelli con la scritta ‘affittasi’. Fino a non molto tempo fa sembravano quasi spariti surclassati da quelli con la scritta ‘vendesi’.

Cosa sta accadendo? Cosa c’è dietro questo visibile cambiamento?
La spirale in ascesa del mercato immobiliare, un ciclo che dura da circa otto anni e che ha visto i costi degli immobili decollare a livelli assurdi, sta attraversando una fase di forte assestamento, con tendenza già dallo scorso anno al rallentamento. Le erogazioni dei mutui che erano saliti per anni del 15-20%, ora sono soltanto un ricordo.

Le cause sono da ricondurre alla riduzione del potere d’acquisto reale di salari e stipendi che, come denunciato anche dal Rapporto Eurispes 2008, vede molti lavoratori e famiglie in difficoltà per soddisfare addirittura la domanda di beni di consumo primari o merceologici. Difficoltà che costringe ad intaccare anche quella quota di reddito destinata al risparmio. Figuriamoci quindi per comprare casa, che costituisce l’acquisto più impegnativo per ogni famiglia.

Poiché l’acquisto di nuove case è determinato soprattutto dalle nuove e giovani coppie, gran parte delle quali oggi costituite da lavoratori precari, si comprende bene cosa stia succedendo.

Inoltre la stretta sui criteri di erogazione del credito e la cautela e diffidenza con la quale molte banche concedono i mutui, nonché l’aumento dei mutui soprattutto per chi ha scelto quelli a tasso variabile, fanno il resto.

La difficoltà economica nella quale si stanno trovando molti lavoratori e famiglie è così ampia che diverse famiglie, anche del ceto medio, proprietarie di case o con un mutuo sulle spalle, hanno cominciano ad affittare camere della casa dove abitano.

Robertino Martelli

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