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rivista on line della federazione romana dei comunisti italiani
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| La nuova stagione: obbligatorio essere all’altezza | ||||||||||||||||||||
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L’epilogo del governo Prodi, previsto anche se non nella tempistica, ci consegna un quadro politico di cui l’esperienza prodiana era divenuto, in primo luogo per le classi dominanti, un grande ingombro. Tale quadro, nella sua complessità ha una chiarezza di fondo negli elementi che ne caratterizzano la tendenza. Dopo diciotto anni i poteri forti tentano di chiudere la transizione italiana con l’obiettivo dichiarato di normalizzare. Non ha precedenti, in questo senso, il documento con il quale le più importanti organizzazioni datoriali si sono presentate alla consultazione con Marini in qualità di presidente incaricato. Il silenzioso arrivo della recessione economica con cui gli Usa scaricano la loro crisi sull’intero mercato mondiale, la conseguente selvaggia competizione, l’acuirsi delle tensioni internazionali, la volontà di tenere forte la presa egemonica di fronte ad una grave crisi sociale presente nel Paese sono il vero acceleratore di tale svolta. |
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L’apparente proporzionalismo che abbiamo di fronte oggi punta all’esatto opposto. L’obiettivo minimo del Pd è un bipartitismo imperfetto nel quale realizzare quell’alternanza che ha come obiettivo la gestione dell’esistente supina agli interessi dominanti. Un’alternanza che oggettivamente tende a scaricare periodicamente sul ceto politico le crisi di egemonia che scaturiscono dalle sempre più stringenti contraddizioni capitalistiche. Quello che è in discussione è il fondamento costituzionale di questo Paese. Non a caso per produrlo si rompe l’alleanza composta anche simbolicamente dalle forze politiche eredi di quelle che hanno prodotto la Costituzione. Questa è la tendenza di una fase che non è chiusa ma nella quale è chiara come il sole la volontà dei principali attori politici. Il fatto che non sia chiusa sta nelle dinamiche sociali e nel rapporto tra base sociale e base di massa del Pd e in parte del partito berlusconiano. La definizione di una nuova gerarchia del Capitale italiano a vocazione transnazionale è il punto di equilibrio per il nuovo sistema. Analizzando il campo democratico la contraddizione tra la sua base sociale, i poterti forti, e quella di massa è elemento fondamentale di battaglia politica su cui concentrare gli sforzi di coloro che intendono dare rappresentanza ed organizzazione autonoma ai lavoratori. Sforzi che vanno concentrati oggi che la dinamica è ancora aperta. Sforzi che vanno rivolti sul piano sociale e politico. Questo è lo spazio dentro cui in questa fase s’inserisce il ruolo della sinistra e dei comunisti. L’alleanza rappresentata dalla lista "la Sinistra l'Arcobaleno" rappresenta certamente uno strumento utile e importante per porre le basi di un’opposizione forte al debordamento di questi processi, con l’obiettivo di rilanciare la necessità di mantenere viva una rappresentanza di classe nelle istituzioni. È chiaro che dentro tale schieramento la presenza dei comunisti è essenziale. Presenza che deve innervarsi del conflitto di classe provando ad incrinare le dinamiche corporative che ad esempio prevedono in tendenza il sindacato unico insieme al bipartitismo. Non è un compito semplice, ma la tattica va commisurata alla portata strategica dei processi in atto. In questo senso il tentativo di costruire almeno nelle città e province più importanti accordi con il Pd è una contraddizione che la sinistra deve essere in grado di ribaltare nel campo democratico, posizionando la propria azione sul terreno programmatico e nella determinazione a perseguirlo nelle istituzioni e nelle città. Un eventuale vittoria della destra in una città come Roma evidentemente favorirebbe, nel contesto di normalizzazione descritto, il tentativo di soffocare le potenzialità conflittuali che rappresentano il sale di un rinnovato e necessario protagonismo sociale. Certo “la nuova stagione” richiede la capacità di rilanciare una grande riflessione strategica dentro cui si dovrà immergere l’intera sinistra. Senza fughe in avanti. I comunisti dentro questa riflessione devono essere protagonisti, e saranno protagonisti. Fabio Nobile |
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